Articolo della Dott.ssa Roberta Varello in collaborazione con la nostra Dott.ssa Franca

Oggi purtroppo l’emergenza Covid-19 rende necessario l’uso, in enormi quantità, di dispositivi di protezione individuale. I cosiddetti DPI: ovvero mascherine, tute, guanti che sono ormai parte integrante del nostro vivere quotidiano. Ma…sono USA E GETTA.

Sono prodotti, per la maggior parte, costituiti tendenzialmente da plastica, molto leggeri e fragili che si frammentano fino a creare particelle piccolissime, chiamate microplastiche. Essendo di piccole dimensioni vengono facilmente scambiate dagli organismi per cibo, in questo modo entrano a far parte della catena alimentare. Il problema non riguarda solo il pesce, riguarda tutti noi. Nell’ultimo anno le microplastiche e sostanze chimiche legate alla plastica sono state trovate non solo all’interno delle bottigliette d’acqua, ma anche nel sale e nel miele.
Insomma, la plastica è arrivata nei nostri piatti! Vogliamo darci una regolata?

Attenzione: Il problema non è la plastica, ma nell’uso che noi ne facciamo!

Purtroppo in tutto territorio si vedono sempre più spesso guanti e mascherine di ogni genere abbandonati nei parcheggi e nelle strade limitrofe ai centri commerciali, gettati via dopo il loro utilizzo. Gli operatori ecologici che li raccolgono, nel farlo, rischiano in prima persona se quel guanto o quella mascherina provengono da persone contagiate. Perché devono rischiare la loro incolumità?
Bisogna avere rispetto, SEMPRE! Dobbiamo metterci in testa che non bisogna aspettare che siano gli altri a porre rimedio alle nostre “distrazioni”. Viviamo un momento difficile, facciamo in modo che non duri ancora per tanto tempo: un modo è anche quello di smaltire correttamente guanti e mascherine!

Sembra assurdo doverlo dire ma a quanto pare, non è lo è affatto: guanti e mascherine monouso vanno gettati sempre e solo negli appositi cestini! Chi getta guanti o mascherine a terra forse non si rende conto che mette a rischio, prima di tutto la vita di altre persone ma anche quella degli animali, senza parlare dei danni ambientali.

Parola d’ordine: RESPONSABILITÀ! Il momento storico che stiamo vivendo è un’occasione per rivedere certi comportamenti, iniziando a compiere gesti che insieme posso portare quel cambiamento di cui il nostro pianeta ha bisogno. Ora più che mai c’è bisogno dell’impegno di tutti, nel proprio piccolo ognuno di noi può fare una grande differenza. Dobbiamo far parte della soluzione, non del problema. Insieme ce la possiamo fare, ogni gesto conta!

 Il Politecnico di Torino ha stimato che per “la Fase 2serviranno 1 miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti al mese. Voi non vi domandate dove finiranno questi enormi quantitativi dopo il loro uso? Se anche solo l’1% delle mascherine venisse smaltito non correttamente e magari disperso in natura questo si tradurrebbe in ben 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. Considerando che il peso di ogni mascherina è di circa 4 grammi questo comporterebbe la dispersione di oltre 40 mila chilogrammi di plastica in natura: un disastro ambientale!

La presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi ha deciso di lanciare proprio nei giorni scorsi un ulteriore appello: “Così come i cittadini si sono dimostrati responsabili nel seguire le indicazioni del governo per contenere il contagio restando a casa, ora è necessario che si dimostrino altrettanto responsabili nella gestione dei dispositivi di protezione individuale che vanno smaltiti correttamente e non dispersi in natura. È necessario evitare che questi dispositivi, una volta diventati rifiuti, abbiano un impatto devastante sui nostri ambienti naturali”.

Non entro nel merito dei danni provocati agli animali, ma vorrei che rifletteste sui danni ambientali che crea il cattivo smaltimento di questi dispositivi.

Io amo il nostro pianeta e credo che un futuro sostenibile sia possibile. Ciò che mi sento di poter fare al momento è sensibilizzare le persone al corretto smaltimento di questi dispositivi e provare ad incentivare l’uso delle mascherine lavabili.

Lo sapevate che:

-ogni anno finiscono in mare circa 8 milioni di tonnellate di plastica? È come se, ogni minuto per 365 giorni, un camion della spazzatura riversasse tutto il suo contenuto in mare

-non galleggia per sempre: il 90% della plastica affonda dopo 5 mesi? Rifiuti plastici sono stati trovati nel punto più profondo dell’Oceano a 10,994 metri di profondità

-sono almeno 135 le specie marine mediterranee impattate dalla plastica? Gli animali marini possono ingerire la plastica o ne possono rimanere intrappolati con risultati spesso fatali

-in Italia consumiamo quasi 7 miliardi di bottiglie di plastica ogni anno?

-più del 40% dei prodotti in plastica viene utilizzato una sola volta e poi buttato via? Il tempo di utilizzo varia da pochi secondi di una cannuccia ai 15 minuti di una busta di plastica

-l’80% della plastica che troviamo in mare proviene da fonti terrestri? La plastica finisce in mare a causa di discariche abusive, smaltimento scorretto, mancanza di depuratori, attività ricreative e turistiche e pesca professionale.

(fonte: https://worldrise.org/)

Il nostro futuro dipende da ciò che facciamo ORA, il nostro futuro dipende da NOI. Dobbiamo fare tesoro di quello che la natura ci sta dicendo in questo momento perché solo così riusciremo a garantire un futuro ai nostri figli.

RICORDATI CHE…TU PUOI FARE LA DIFFERENZA! OGNI GIORNO!

Ciao a tutti

Roberta


Chi è Roberta?

Laureata in Scienze Naturali e in Biologia Marina è dottoranda in Bioscienze all’Università di Padova, attualmente sta sviluppando una ricerca nell’ambito dell’ecotossicologia.

Appassionata e Dolce ha voluto dare un contributo e sensibilizzare tutti noi ad un tema così delicato!

Grazie Roberta. NOI SIAMO GLI ALTRI, di qualsiasi specie!


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