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Quante volte come madre ci si chiede se stiamo alimentando nel modo corretto la propria creatura? È sempre colpa nostra!?
Il 4 marzo è stata la giornata sulla prevenzione dell’obesità, obesità che sta diventando un problema sociale anche nella nostra Italia, patria della dieta mediterranea esportata in tutto il mondo, come sinonimo di alimentazione corretta.

Sono iscritta alla rubrica della Fondazione Veronesi, dove in un interessante articolo si metteva in relazione l’obesità con la maggior incidenza di esiti gravi da malattia da Covid 19, quindi potete capire che non si tratta di un problema solo di bellezza ma assolutamente un problema di salute!

Ma quanti errori facciamo tutti noi? Quanto diversa è l’alimentazione che segue la maggior parte delle persone? Quanto si discosta dalla famosa dieta mediterranea? Ultimamente sto facendo consulenze in tutta Italia e mi sto confrontando con molte donne in difficoltà con la propria alimentazione, ma volenterose di migliorarla!

Qualche giorno fa ho letto un interessantissimo studio condotto nel 2018 dalla Harvard School of Pubblic Healt e pubblicato su British Medical Journal che aveva sottoposto ad un sondaggio più di 24mila mamme di bambini tra i 9 e i 14 anni di età, per cercare di capire quale potessero essere le correlazioni tra le abitudini di vita delle madri ed il rischio di obesità delle creature.
Ovviamente alla donna, in linea di massima, perché ci sono anche parecchi uomini che cucinano, è delegato anche il ruolo di cuoca, quindi spesso la causa di obesità sia degli adulti che delle loro creature è imputata alla mamma, ecco perché ho esordito con la frase; è sempre colpa nostra!

Non dobbiamo dimenticare che le donne sono anche lavoratrici e che prima del Covid facevano i salti mortali facendo quello che io chiamo il ruolo di Tassista dei propri figli, lavorocasaspesecucinalavastira…
Adesso che molte sono in smart working o in cassa integrazione, disoccupazione, i tempi sono rallentati e per alcune famiglie l’alimentazione è migliorata diminuendo il consumo di cibi conservati e pronti. Ma per altre categorie lo stress della mancanza di lavoro, la necessità di risparmiare per contenere i costi, l’ansia per il futuro fanno si che la qualità dell’alimentazione sia diminuita a scapito della salute.

In effetti in questo studio sono state studiate non solo le abitudini alimentari delle madri ma anche altre informazioni come l’uso di alcol, fumo e frequenza di attività fisica. Ovviamente sono stati tenuti sotto stressa sorveglianza anche i figli per capire quale potesse essere il rapporto che poteva esserci e che portava all’obesità.

Due fattori hanno dimostrato che il rischio di obesità diminuiva del 50% se la donna era normopeso e se non fumava, ma arrivava al meno 70% se aveva anche abitudini come il fare almeno 150 minuti di attività fisica alla settimana, mangiava sano e non consumava alcol.

Quasi tutte le donne adesso sanno che non devono fumare in gravidanza, ma quasi nessuna a parte il “ fa male alla creatura” sa veramente perché non è indicato; in effetti il fumo può portare resistenza all’insulina nel bambino, resistenza che quindi può continuare anche per tutta la vita.

Ma quanto lo stress e l’obesità sono legati?

Il dott.re R. Lustig, endocrinologo pediatrico e professore universitario di San Francisco, esperto nazionale di obesità pediatrica, ritiene che per ridurre il rischio di obesità nelle creature sia necessario ridurre lo stress nelle madri.
Che uomo intelligente! Concorda inoltre sul rischio derivato dal fumo e ritiene fondamentale limitare gli alimenti che aumentano la resistenza all’insulina, in primo luogo le bevande zuccherate, ed indovinate chi mette nel podio del peggior colpevole? I succhi!!!
I miei figli non hanno mai consumato succhi, penso fossero gli unici che non bevevano i famosi succhietti in brick, quando prendevamo delle bevande zuccherate per i compleanni, rimanevano gli avanzi in frigo per settimane, fino a che non le buttavo!

Non dovete abituare le creature a gusti dolci, le nostre creature devono essere gradatamente introdotte al dolce e al salato, mentre sempre più spesso vengono consigliate tecniche di auto-svezzamento che trovo … meglio dire che non trovo, adeguate a quanto detto dall’emerito professor R. Lustig.
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Molte di di voi avranno pensato che non bisognava certo essere professori emeriti per dire che lo stress porta ad un maggior rischio di obesità, in età adulta concordo assolutamente, mentre non avevo pensato che lo stress vissuto dalla madre anche durante la gravidanza potesse definirsi un fattore che concorre a creare una problematica di futura obesità.

Ma ripensando agli studi sull’alimentazione in gravidanza, beh lo stress non poteva che essere anch’esso un fattore fondamentale per la formazione di una creatura sana.

Spero abbiate trovato questi studi interessanti come lo sono stati per me e mi auguro che se siete in dolce attesa o se lo desiderate, ma anche se volete mantenervi in salute, facciate le giuste valutazioni in merito alla vostra alimentazione.

Dott.ssa Franca Grossi 
Farmacista Fitopreparatore, esperta in nutrizione 


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