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Dottoressa mi aiuti, sono sempre a casa e cosa devo fare? Apro il frigo e mangio!
Non posso andare in palestra, sono giù di tono e non ho voglia di andare a camminare!
Non vedo più nessuno, mi sento sola!
I miei figli non vengono più a trovarmi per paura di contagiarmi ma morirò di solitudine.
Non vedo più neanche i miei compagni, gli amici ma che vita è questa.

Ecco alcune delle richieste di aiuto di questi mesi, durante i quali molte persone sono praticamente sedute a casa da febbraio scorso, visto che molti lavori sono stati convertiti in smart working.

E i ragazzi? I ragazzi che sono nella stessa situazione di molti adulti, forse anche peggiore perché a loro manca tantissimo la componente fondamentale della scuola che è la socializzazione! In questa settimana ho parlato con alcuni di loro, che i genitori mi hanno portato perché gli aiutassi e mi hanno fatto veramente tenerezza. Ne ho io stessa ben 3 a casa, ma sentire anche da altri le problematiche che questa situazione porta loro, mi ha stupito e fatto capire meglio il loro mondo.

Come per gli adulti c’è il discorso alimentare e quello sportivo, ma forse più di loro si sentono soli, abbandonati, in parte fortemente demotivati, in difficoltà a concentrarsi, ad ascoltare per ore gli insegnanti che parlano.
Sappiamo tutti, perchè tutti siamo stati a scuola, ci sono insegnanti più “bravi”, (ovviamente tutti quelli che stanno leggendo ora la Rubrica), quelli noiosi, non coinvolgenti, quelli che ognuno di noi ha pensato fossero nel posto sbagliato! Io stessa per anni ho affermato di non essere in grado di insegnare, ed in effetti sono ancora convinta di questo, perché io so insegnare a persone già con una formazione, come migliorarsi e come migliorare la comunicazione rispetto a quello che sanno, ma se dovessi partire da concetti di base probabilmente sarei esasperata ed esasperante!

La solitudine è un tema molto importante e forse poco considerato perché in piani diversi rispetto all’emergenza sanitaria.
Oggi ho ascoltato un intervista rilasciata dal Dott.re Paolo Milan, che potete ascoltare anche voi collegandovi alla sua pagina facebook, come sempre molto preparato e chiaro nello spiegare i dettagli tecnici di un integrazione mirata a sostenere il sistema immunitario. Ma quello che più mi ha colpito è stato quando ha parlato di DISTANZE, ovvero lui ribadisce un concetto per me fondamentale, sul quale da sempre si fonda il mio lavoro e il mio modo di interagire con le persone.
Il dottore Paolo riflette sul mantenere le DISTANZE FISICHE, distanze che ci permettono di evitare un contagio, ma ribadisce che non dobbiamo invece creare una DISTANZA SOCIALE, che invece dovrebbe assolutamente essere evitata! Anzi, dice proprio il Dott.re Paolo, questo è il momento della VICINANZA SOCIALE, intesa come sostegno emotivo delle persone isolate in quarantena, non parliamo poi degli anziani, che sono isolati da oltre 6 mesi…
A volte basta un sorriso, una carezza virtuale, un essere disponibili all’ascolto, un messaggio o un invio di un piccolo regalo, per far sentire qualcuno meno solo, meno abbandonato.
Un tema che tutti voi che venite da noi Speziali sapete essere nostro, un modo di interagire con le persone che anche in pieno lock down non abbiamo mai abbandonato.

 


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