Allattare è sicuramente il miglior modo per garantire salute a mamma e bambino fin dal momento del loro primo incontro: il parto.

Nella prima mezz’ora di vita il RIFLESSO DI SUZIONE del bambino si esprime nella sua massima forma. Si tratta di un meccanismo naturale e innato per cui il bambino mostra segnali di fame muovendo la lingua ripetutamente verso l’esterno, se dovessimo trovare un equivalente nel mondo animale si tratta dello stesso meccanismo con cui il gatto beve da una ciotola. Questo importantissimo riflesso è presente in tutti i neonati e consente loro di stimolare il seno della mamma e a portare fuori da esso il colostro e poi il latte. Il momento del pelle a pelle, quindi, diventa il momento migliore per proporre il seno al nostro piccolo e iniziare a coordinarci in quello che sarà un percorso, si spera, il più lungo possibile.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che l’allattamento con esclusivo latte di mamma dovrebbe durare almeno 6 mesi prima di introdurre qualsiasi altra forma di cibo al nostro bambino, quando si smette? Quando mamma e bambino lo desiderano non esiste una data di scadenza del latte!
Va da sé che, perché questo avvenga, le basi devono essere ben solide.

L’IMPORTANZA DI ALLATTARE

La prima cosa che serve è MOTIVAZIONE che nasce dal sapere cosa sia meglio per il proprio bambino.
Il primo nutrimento che il seno produce è il COLOSTRO, non si tratta di latte ma di una sostanza trasparente-giallastra che contiene esattamente ciò di cui il bambino ( e anche la mamma) hanno bisogno.
Il colostro contiene proteine, sali minerali, oligosaccaridi e sostanze che costituiranno i primi mattoni del sistema immunitario del neonato, non è un caso che questa protezione passiva venga consegnata al bambino fin da subito “ tramite latte”…pensate un po’ dove si trova solitamente la madre nei primi giorni di vita del bambino? In un ambiente dove le infezioni si possono incontrare:l’ospedale!
Dalla sesta giornata di vita in poi, avremo la produzione vera di latte dal tipico colore bianco con step diversi di maturazione a seconda di quanto tempo è passato dalla nascita del bambino e quanto il bambino stimola il seno, con una costituzione di latte sempre più ricca dal punto di vista nutrizionale di zuccheri e proteine senza mai scordare che il 98% del latte è costituito da acqua!
Le stesse componenti si trovano nel latte artificiale è vero ma con un enorme differenza: il latte umano è un TESSUTO VIVO, SPECIE SPECIFICO CHE VARIA A SECONDA DELLE NECESSITA’ DEL BAMBINO. Cosa significa questo? Che quella mamma produce il latte che va bene rigorosamente per il suo bambino a seconda di come sta il suo bambino. Persino alla scienza sfugge lo straordinario meccanismo che regola la comunicazione tra bambino e mamma e che si traduce con effetto diretto sul latte. Per aiutarvi a capire meglio vi dico che se io allatto il mio bambino e lui ha il raffreddore quel latte conterrà una maggior quantità di sostanze che gli serviranno per stare meglio. Incredibile!

L’ASPETTO RELAZIONALE DEL LATTE

In realtà lo abbiamo già accennato poco fa; il seno non rappresenta per il bambino solo una fonte di nutrimento ma è il mezzo attraverso il quale si relaziona con la sua mamma o a dirla ancor meglio la RITROVA.
Un piccolo che è stato ospite nella mamma per ben 9 mesi non ha nessuna prontezza e capacità, una volta uscito di “casa” per affrontare il nuovo mondo che lo attende. La scienza dice che se avesse potuto avrebbe passato altri 9 mesi lì dentro èd è con questo termine che parliamo di “esogestazione”. L’esigenza del bambino di continuare a rimanere attaccato alla sua mamma, di voler essere contenuto e sempre a contatto è cosa NATURALE, si traduce esattamente chiedendo il seno della mamma con segnali specifici. Soddisfare questo bisogno del neonato significa contribuire alla sua crescita relazionale con la mamma e favorire il suo benessere psicologico perché nell’attacco al seno ritrova esattamente ciò che ha lasciato poco prima, il nido materno.

I VANTAGGI MATERNI DI ALLATTARE

Allattare consente alla mamma di rinforzare e mantenere il rapporto con il Suo Bambino: è un momento solo loro, dove c‘è esclusività per la mamma e per il piccolo. Nessuno può sostituirla.
Dal punto di vista del corpo materno, allattare consente il rientro dell’utero nella sua sede pelvica perché l’ossitocina consente all’utero di pulirsi del contenuto della gravidanza e, a causa della quantità di energia che serve per allattare, a far rientrare la mamma nella taglia precedente la gravidanza.
Dal punto di vista della prevenzione l’allattamento protegge dal tumore al seno e da quello all’ovaio.

E allora direte… dove sta la difficoltà?

La difficoltà è che tra la linea teorica e quella pratica di allattare ci vuole un tempo per comprendere come fare che è variabile da mamma a bambino e che implica imparare a conoscere il bambino.
Molte volte la lezione di allattamento e le sue nozioni, apprese in gravidanza, non vengono ben assorbite a causa dell’altro pensiero che la coppia ha: il parto.
Tutto il prezioso bagaglio di informazioni o non lo si interiorizza o proprio perché non lo si comprende lo si mette al secondo posto. Secondo perché viene dopo il parto, e la cosa è corretta sia chiaro, non si può allattare senza un bambino ma il tempo dell’allattamento è un tempo più lungo di quello del parto e non è attesa ma azione!
Chiedere a una mamma che ha appena partorito di essere “attiva” non è una cosa facile in un momento dove il suo corpo ha dato tanto, ha una creatura che non conosce tra le braccia e i suoi ormoni non le danno stabilità. Ecco che lo strumento migliore che Le dovrebbe sempre essere garantito nell’immediato dopo parto è il SOSTEGNO.

I primi giorni di puerperio che la diade vive in ospedale hanno la funzione di garantire alla mamma un rientro a casa in cui sa gestire l’attacco al seno del suo bambino perché è incitata fin dalla nascita ad attaccare il bambino al seno tutte le volte che il bambino lo desidera. Perché si insiste su questo aspetto? Perché l’allattamento dipende strettamente dall’attacco del bambino. Da esso dipende come sta il bambino, quanto latte si prende e come sta la mamma, se ha dolore e quanto produce il suo seno.

Non è una cosa Naturale allattare, anzi no, non è una cosa che viene spontanea e facile come la si pensa. Ci vuole disponibilità di tempo, allattare a richiesta significa che si dipende dal bambino che un ritmo non ce lo ha.
Significa sostenere il seno e dare supporto all’attacco fino a che non si raggiunge una tecnica e una postura che ottimizzano l’attacco.
Significa accettare che non soltanto il seno è in cambiamento ma lo siamo noi e il nostro bambino. Non esistono giorni uguali ad altri è nostra l’esigenza di voler vedere rigore nelle cose ma il principio di allattare è mantenersi elastici con la mente e mettersi nei panni del bambino senza aver la pretesa di comprendere sempre tutto perchè l’unico mezzo che ha per esprimersi a voce è il pianto.
Quando la mamma e il bambino rientrano a casa, sono soli nel gestire l’allattamento. E fatalità dei casi la montata lattea, che segna una nuova fase del rapporto con il seno rispetto a quella conosciuta nei giorni precedenti in ospedale, avviene proprio tra terza e quinta giornata dal parto.
A volte non è facile sapere cosa fare, non si sa come fare o non se la si sente. Ricordate sempre che il passo successivo allora è chiedere aiuto a un professionista, a chi ha avuto esperienza di allattamento ma rispettate sempre quello che sentite e ditelo. Perché a una mamma serena corrisponde un bimbo sereno.

Articolo scritto da un nostro collaboratore di seguito tutti i riferimenti

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