Il mondo degli omega 3, che spesso si identifica nella nostra mente come il mondo dell’olio di pesce, sembra essere in grande espansione.

Ultimamente ogni ditta di integratori si è lanciata a produrre omega 3, vi siete mai chiesti come mai?

Che sia perché c’è veramente la necessità di integrarli o meglio supplementarli?

Che sia una moda? Molto spesso sono queste le domande che mi ponete, ma personalmente ritengo molto importante l’integrazione di omega 3 da molti molti anni, 25 per l’esattezza, ovvero dalla mia tesi di laurea che parlava proprio di pesci e di inquinanti, ovvero “il mercurio nei prodotti ittici danni per la salute”.

Gli omega 3 si dicono essenziali, ovvero non siamo in grado di produrli autonomamente ma dobbiamo inserirli con l’alimentazione. Ma quali?

Per anni quando mi proponevano un nuovo omega 3, io pensavo a quelle volte che durante la mia tesi avevo analizzato, pesci che potevi metterli sotto alle ascelle per misurare la temperatura tanto mercurio contenevano! Quindi sono sempre stata attentissima alle analisi che ne certificavano la purezza e l’assenza di metalli pesanti.

Poi però essendone anche una consumatrice, ho scoperto che non era fondamentale solo che fossero “puliti”, che fossero di qualità, che provenissero da pesca sostenibile, ma era anche importante che non avessero nessun retrogusto.

Alcuni solo toccarli con le mani ti restava l’odore da “freschino”, non ne parliamo poi del sapore in bocca dopo averli deglutiti. Adesso che sono da anni vegetariana, personalmente assumo quelli vegetali, che come vedremo dopo non sono pronti all’uso come quelli dell’olio di pesce, ma validi comunque non avendo io patologie che mi richiedano l’uso di quelli di pesce, al momento!

Per che problematiche consiglio l’assunzione degli Omega 3?

IPERCOLESTEROLEMIE

Quando ci siano valori alti di colesterolo, LDL, di trigliceridi, sono solita descrivere l’azione degli omega 3 paragonandoli ad uno scovolino, avete presente quello che si usa per lavare le bottiglie, ecco, uno scovolino che pulisce le arterie e le vene, porta via i residui di placche che possono essersi formati e rendono i nostri vasi sanguigni più elastici.

PREVENZIONE PRIMARIA CARDIOVASCOLARE

Uno studio che fa storia in questo senso è quello GISSI iniziato nel 1999, che ha valutato che se si associavano gli omega 3 alla terapia di prevenzione del rischio di un secondo infarto, si otteneva una riduzione di ben il 20% della mortalità, questi studi hanno coinvolto più di 60.000 mila persone.

DEFICIT DELL’ATTENZIONE E IN GRAVIDANZA

Soprattutto il DHA riesce a superare la barriera ematoencefalica, quindi fondamentale nella gravida come nell’anziano o nelle persone che notano un calo mnemonico; ma anche nei bambini con difficoltà nel mantenere l’attenzione.

(Leggi articolo sull’integrazione in gravidanza)

VISTA

Molti studi hanno evidenziato l’importanza degli omega 3 per la vista, infatti essi sono un componente importantissimo per la retina, inoltre sono utilizzati nella prevenzione della sindrome dell’occhio secco e la degenerazione maculare.

INFIAMMAZIONE

Utili nelle malattie autoimmuni che portano un’infiammazione dello scheletro e anche nello sportivo, dove per esempio migliora la broncocostrizione data da sport di endurance, come la corsa, ma utilizzata anche dopo gli infortuni per migliorare la ripresa, per la loro azione a livello delle articolazioni e delle cartillagini.

PROBLEMATICHE CUTANEE, ACNE, PSORIASI, DERMATITI ATOPICHE

Gli omega 3 agiscono sulla componente infiammatoria per un’azione diretta sulla pelle in quanto sono componenti fondamentali della barriera cutanea, inoltre prevengono per di più l’ipercheratinizzazione dei follicoli sebacei.

La supplementazione di omega 3 porta ad una diminuzione del prurito, della desquamazione e del rossore. Da quando li abbino ai dermo cosmetici per trattare queste problematiche ottengo una risoluzione molto più veloce.

(Leggi l’articolo sull’idratazione degli occhi)

Posso assolutamente affermare che omega 3 hanno un’azione protettiva e antinfiammatoria a 360°, dalla testa ai piedi, dai tessuti all’albero articolare.

OMEGA 3 e DIABETE di Tipo 2

Come molti di voi sanno il Diabete non è solo una malattia che da sola è pericolosa, ma lo è anche perché vi è il rischio di complicanze di tipo micro e macrovascolari come ictus, infarto, vasculopatia periferice e retinopatia.
Questo studio, pubblicato su Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, ha valutato 20.338 pazienti con diabete di tipo 2, di età medie di 60 anni, di cui circa il 40% donne, per 13,2 anni, quindi capite uno studio molto lungo e su tante persone. La valutazione dei risultati ha dimostrato che l’integrazione di omega 3 ha portato ad una riduzione su entrambe le complicanze, micro e macro, rispettivamente del 10% e 11%; inoltre valori elevati della frazione DHA degli omega 3 nel plasma, era associata ad un rischio inferiore per entrambe le complicanze, anche quella coronarica. —Link sindrome metabolica

Questa riduzione è stata valutata in base al miglioramento dell’aspetto lipidico e dello stato di infiammazione.
Ecco quindi che questo articolo è un’ulteriore conferma di come l’integrazione di omega 3 dovrebbe essere una strategia per prevenire complicazioni non solo nelle persone sane ma anche nei pazienti diabetici.

Olio di pesce, PUFA plasmatici n-3 e rischio di complicazioni macro e microvascolari tra individui con diabete di tipo 2 Tian Shufan, Tianyu Guo, Franco Qian, Zixin Qiu, Qi Lu, Rui Li, Il mio amico Kai, Lino Li, Hancheng Yu, Ruyi Li, Yunjing Ou, Una padella, La banda Liu
Il Journal di endocrinologia clinica e metabolismo , dgae482, https://doi.org/10.1210/clinem/dgae482

Ma sono preferibili quelli da pesce o quelli vegetali?

Facciamo chiarezza, gli alimenti vegetali contengono un precursore degli omega 3, ovvero l’acido alfa linolenico, che non è detto venga poi convertito in EPA e DHA, quindi in alcune situazioni patologiche io preferisco, seppur vegetariana, suggerire quelli di pesce, che hanno già la forma attiva EPA e DHA, oppure quelli di Krill o algale, che io stessa assumo a momenti alterni a quelli vegetali da olio di lino, oenotera, crusca di riso e olio extra vergine di oliva.

Ovviamente vi ricordo che l’integrazione ha una sua utilità se anche l’alimentazione viene regolata e l’attività fisica ripresa in modo corretto.

Si parla spesso di squilibrio tra omega 6 e omega 3, la nostra alimentazione infatti è troppo ricca dei primi, poco, molto poco dei secondi, addirittura con un rapporto 10:1!
Se voi mangiaste carne di manzo che ha mangiato erba di montagna, mangereste anche omega 3 di qualità, ma la maggior parte delle bestie che mangiate sono di allevamento intensivo, quindi la qualità stessa della carne purtroppo è scadente e quindi anche poi quello che è in grado di fornire come nutriente, vedi tutta la carenza di vitamina B12 anche negli onnivori, e non solo in noi vegetariani.

Vogliamo parlare di pesci?

Dovreste mangiare pesci piccoli, possibilmente dei nostri mari, mai di allevamento, mai perchè i mangimi che gli vengono dati sono poveri “anche” di omega 3.
Per mangiarne in quantità bisognerebbe mangiare pesce crudo, cosa che in Italia non si è soliti fare, quindi?

Quanto assumere gli omega 3?

Almeno due volte all’anno io consiglio un ciclo di omega 3, anche tre volte a chi ha problematiche cardiovascolari e di pelle e occhi viste sopra.

Personalmente alterno gli integratori, quindi ciclicamente assumo omega 3 algali e quelli vegetali!

Dott.ssa Franca Grossi,

Farmacista, Fitopreparatore, esperta in nutrizione.

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