Il 17 ottobre 2025 ho partecipato al convegno tenuto presso il Centro Candiani di Mestre dopo l’inaugurazione delle panchine gialla e viola rispettivamente per la sensibilizzazione nei confronti di malattie spesso invisibili come endometriosi, vulvodinia e fibromialgia.
A questo convegno sono intervenuti due medici, il prof. Sfriso Reumatologo di Padova e il Dott.re Mondello ginecologo di Montebelluna. In questa rubrica vi riassumo il suo intervento.
L’endometriosi interessa il 10% della popolazione femminile ed è una malattia sistemica, non dei genitali come troppo spesso si pensa.
In Italia ben 1.2-1.8 milioni di donne sono affette da endometriosi, patologia ormono dipendente ovvero legata agli ormoni prodotti dalle ovaie. La malattia si può presentare dall’età del menarca fino alla menopausa, raramente anche in bimbe e donne in menopausa.
Le cellule endometriosiche possono crescere ovunque e migrare in altri organi, per quello si dice che è sistemica. Non si trova solo nella cavità dell’utero. Questo porta ad una infiammazione e ad un’attivazione del sistema immunitario che però non “distrugge” le cellule endometriali, probabilmente a causa di una modificazione genetica.
Le cellule endometriosiche hanno una resistenza ai recettori del progesterone, che causerebbe la morte di queste cellule, quindi sono al momento… immortali.
Sintomi, localizzazioni e difficoltà diagnostiche
Il dott.re Mondello ha detto che esse migrano primariamente nell’intestino tanto che spesso i primi sintomi sono proprio gonfiore e problematiche intestinale. Ma può infiltrare anche gli ureteri e altri organi molto più lontani; può essere localizzata anche nelle radici nervose, come il nervo sciatico con dolore agli arti o all’inguine. Un esame neurologico delle pelvi può far capire che si tratta di endometriosi.
Capite bene che vi sono vari tipi di endometriosi, da quelle con localizzazione più veloce da verificare a quelle più occulte di difficile diagnosi. Il Dott.re ha detto infatti che ogni donna ha la sua endometriosi e non è la gravità dell’E che ci dice quanto dolore prova.
Tra i primi sintomi ci sono sicuramente la dismenorrea severa, dolore pelvico cronico, dolore alla defecazione durante la mestruazione, dolore lombare, ovulazione dolorosa e soprattutto l’infertilità.
Quindi molta attenzione alla sintomo infertilità! Su questo delicato argomento ho scritto un articolo che vi lascio in lettura.
—Leggi l’articolo—
Come orientarsi verso una diagnosi corretta
Riassumendo, se soffri o chi conosci soffre, di una di queste patologie, aiutala a trovare la strada per la corretta diagnosi rivolgendosi a chi, come il Dott.re Mondello trova perché sa cosa cercare!
- Dismenorrea dolore durante le mestruazione
- Discrezia dolore alla defecazione
- Disuria dolore nell’urinare
- Dispareunia dolore durante i rapporti sessuali
La diagnosi è ancora lenta ed arriva verso i 29 anni con un ritardo reale da 7 a 9 anni!
Si studia ancora un esame che permetta di fare diagnosi più veloce perchè spesso il medico di riferimento non comprende che ci può essere la patologia e la donna continua a soffrire.
La cura? Non è più la chirurgia l’unica soluzione.
Il 90% delle donne viene trattata con la terapia ormonale che ovviamente migliora la qualità della vita anche se non la cura, diciamo che la stabilizza.
Non la rimuoviamo ma togliamo l’insulto antinfiammatorio.
Se necessario si utilizza la terapia chiurugica, quando ad esempio vi sia un’ostruzione dell’intestino, dell’uretere o vescicale. Quindi solo se vi sono sintomatologie importanti che non rispondono alla terapia medica.
Cisti endometriosiche?
L’endometriosi non è la ciste endometriosa, che rappresenta la punta dell’iceberg; nel 90% dei casi la ciste è solo l’inizio dell’inferno! Lo stimolo ossidativo dell’intervento peggiora la patologia!
La chirurgia è conservativa o radicale soprattutto per le donne vicino alla perimenopausa; le ovaie a volte è necessario rimuoverle perché ovviamente non si bloccherebbe la produzione degli ormoni.
Quindi da questo convegno cosa ho capito? Che troppo spesso anche l’abitudine all’automedicazione che porta a spegnere il più possibile il sintomo senza chiederci perché lo abbiamo, porta ad allungare i tempi delle diagnosi.
Cercherò di organizzare delle giornate di sensibilizzazione rispetto a questa malattia perché mi sono resa conto che troppe volte il dolore della donna non viene considerato il sintomo di una patologia ma un dolore normale, ma spesso normale non è!
Restate sempre in contatto con noi e ricordatevi che la natura ci cura e ci sostiene! Basta però saperla utilizzare con attenzione.
Un abbraccio
Franca
