In Italia, 7 milioni di persone soffrono di problemi d’udito, corrispondenti al 12,1% della popolazione. Dal 2017 al 2020, oltre il 20% degli ultra 64enni riferisce un deficit dell’udito che aumenta con l’avanzare degli anni, interessando il 47% degli ultra 85enni. Secondo PASSI d’Argento**, chi presenta queste difficoltà ha più probabilità di riscontrare sintomi depressivi e isolarsi socialmente, cioè non incontra o parla con nessuno. Nell’ultimo decennio, studi epidemiologici hanno collegato la perdita dell’udito a un rischio quasi doppio di demenza. I meccanismi attraverso cui la perdita dell’udito potrebbe contribuire all’aumento del rischio di demenza includono gli effetti dell’udito su un maggiore carico cognitivo, alterazioni della struttura e della funzione cerebrale e una riduzione dell’impegno sociale. Questi meccanismi possono essere modificati dalla gestione della perdita dell’udito utilizzando interventi esistenti (ad esempio, apparecchi acustici). Il trattamento dell’udito può essere un intervento efficace per rallentare il declino cognitivo in alcuni anziani.

Perdita dell’udito, isolamento e declino cognitivo: cosa dicono gli studi

I disturbi della comunicazione causati dalla perdita dell’udito possono compromettere la quantità e la qualità delle interazioni sociali. Questo porta potenzialmente a una riduzione dell’impegno sociale, della partecipazione alle attività e all’isolamento sociale e alla solitudine. La Lancet Commission, nel suo rapporto del 2017, ha identificato l’isolamento sociale come un fattore di rischio in età avanzata associato a un rischio di demenza 1,6 volte maggiore. I meccanismi che potenzialmente collegano la perdita dell’udito alla demenza possono essere modificabili con interventi uditivi esistenti. Evidenze provenienti da studi osservazionali suggeriscono che l’uso di apparecchi acustici può essere associato a una migliore funzione cognitiva e a un minor rischio di declino cognitivo. Una meta-analisi di otto studi longitudinali (2-25 anni di follow-up) ha riportato che l’uso di apparecchi acustici auto-riferito era associato a un rischio di declino cognitivo inferiore del 19% rispetto ai soggetti con perdita dell’udito non trattata.

**è un sistema di sorveglianza epidemiologica nazionale promosso dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che raccoglie dati sulla salute, qualità della vita e bisogni degli anziani italiani.

Il tuo benessere uditivo inizia da una valutazione accurata

Siamo la Dottoressa Eleonora Pieretto e il Dottore Massimo Andreotti, due figure sanitarie specializzate nella salute dell’udito.
Lavoriamo presso Audioclinik, un’azienda che da oltre dieci anni si occupa del benessere uditivo fornendo soluzioni personalizzate e innovative. Da quest’anno abbiamo inserito la possibilità di valutare con precisione e rapidità lo stato del proprio equilibrio.
Il Dott.re Andreotti si occuperà di attività di screening dell’udito e dell’equilibrio tramite test semplici e non invasivi, potendo individuare tempestivamente eventuali rischi sulla deambulazione e sulla perdita progressiva dell’udito.
La Dott.ssa Pieretto approfondirà l’aspetto audiologico in studio valutando l’esame audiometrico eseguito in precedenza. Tramite degli strumenti di precisione e ad un’analisi completa del quadro uditivo si offrirà un’indicazione personalizzata, proponendo soluzioni mirate per migliorare la qualità di vita e prevenire peggioramenti.
È importante ricordare che la perdita dell’udito non trattata può contribuire a un progressivo affaticamento cognitivo con possibili ripercussioni sul linguaggio, sulla memoria e sulla capacità di concentrazione.

Centro Acustico – Audioclinik
Viale S. Marco, 28 – Marcon (VE) – 329 934 2475

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