Sono in aumento le malattie croniche degenerative e nelle donne sta aumentando l’incidenza del tumore al polmone, perché? Anche in donne e uomini non fumatori!
Ma ai primi posti nella richiesta di aiuto abbiamo SEMPRE il metabolismo bloccato! Vi dico la verità che spesso non è affatto bloccato ma diamo al corpo un nutrimento che non è in grado di metabolizzare e digerire. Conseguenza di ciò un peso che non va bene, una salute fragile e un’infiammazione cronica.
Durante l’Accademia di Specializzazione Oncologica che ho frequentato l’anno scorso si è parlato molto di metabolismo e di come esso controlla ogni aspetto dell’esistenza umana e di come gli omega 3 possano influenzare non solo la salute metabolica ma anche essere un supporto importante nella patologia oncologica.
Si parla e si legge molto di longevità, di infiammazione di basso grado ma ben poco è chiaro se non si è del settore e soprattutto non si fa cosa fare in merito.
Inflamm-Aging perchè è la Base dell’Invecchiamento
L’INFLAMM-AGING è la base dell’invecchiamento cellulare; negli ultimi 60 anni la nostra alimentazione ha portato cambiamenti alimentari radicali che hanno portato a questa infiammazione di basso grado che incide nella nostra salute perché inibisce e blocca la fase di risoluzione della malattia.
L’inflamm-aging non può essere scissa dall’immuno-senescenza, che impatta sul nostro sistema immunitario innato e adattativo.
Queste cellule senescenti vengono chiamate ZOMBIE e come si poteva intuire dal nome possono trasformare le cellule vicine in altre cellule senescenti.
L’eccesso di grasso corporeo è un terreno perfetto per la crescita di cellule Zombie.
Quindi il grasso proprio non ci piace e non solo per la questione estetica! Vi ricordo anche la problematica del fegato grasso, ovvero della steatosi epatica non alcolica. —Leggi l’articolo–
È fisiologico avere delle zone del corpo in una situazione di infiammazione perché il nostro corpo è in perenne manutenzione, siamo come la Sagrada Familia di Barcellona, non è mai finita è sempre con lavori in corso. E’ ovvio che non devono esserci troppi tessuti da restaurare per evitare fenomeni di autoimmunità.
Omega 3: Alleati contro Infiammazione
Presso l’Università di Harvard un gruppo di ricercatori diretti dal Dott.re Serhan ha individuato le molecole che sono in grado di regolare la fase conclusiva dei processi infiammatori acuti, ovvero le resolvine. Le resolvine prodotte dagli omega 3 portano il processo infiammatorio verso l’apoptosi e quindi aiutano la resoluzione dell’infiammazione, ovvero portano ad una diminuzione del dolore!
Secondo il Dott.re Serhan le resolvine sono un valido aiuto nel contrastare il dolore perché ritiene che esse siano molto più potenti dei FANS e cosa molto importante gli omega 3 agiscono anche nel tessuto adiposo.
Gli omega 3 danno segnali di STOP del processo infiammatorio fondamentale quindi la loro integrazione anche in oncologia e nei confronti delle infezioni virali che spesso sono presenti nei pazienti con sistema immunitario messo sotto pressione dalle terapie stesse oltre che dal tumore.
Sugli omega 3 ho già scritto un articolo che vi invito a leggere ma sappiate che essi regolano anche il nostro sistema endocannabinoide, come la cannabis. —Link cannabis— e —Link omega 3—
Gli omega 3 stimolano le cellule staminali e per questo motivo sono ottimi da associare agli EAA per contrastare la sarcopenia; ho trovato parecchi studi sul loro utilizzo anche per contrastare le malattie autoimmuni come sclerosi, artrite reumatoide, lupus etc.
Resolvine Omega 3: Le Nuove Evidenze Scientifiche
Il Dott.re Chiurchiù dell’Università del Campus Bio-medico di Roma ha interagito proprio con il Dott.re Serhan per proporre di verificare la possibile efficacia delle resolvine non solo per la chiudere i processi infiammatori fisiologici ma anche per correggere quei processi immunitari difettosi che portano all’aggressione dei propri tessuti come succede nelle malattie infiammatorie croniche e autoimmuni.
Donne con mutazioni genetiche hanno avuto un miglioramento significativo nella diminuzione dei marcatori con l’utilizzo di omega 3.
Nelle linee guida ESPEN è scritto che la somministrazione degli omega 3 è suggerita anche nel paziente oncologico.
Integrazione Omega 3: Dosaggi e Test Lipidomico
Ma questi omega 3 sono tutti uguali? Li dobbiamo prendere tutti, quando e per quanto? La Dott.ssa Maria Assunta Ciacci nutrizionista molto esperta in questo campo a questa domanda ha risposto: sempre e a tutti. La risposta ha portato un mormorio tra i professionisti perché dire sempre ad un paziente o pensare ad un’integrazione per sempre anche in una persona sana, sembra un eccesso. Purtroppo la nostra alimentazione ne è carente e lo è da molto tempo perché pensate che la pietra di base miliare per l’utilizzo degli omega 3 è del 1989 nel The New England Journal of Medicine, dove si metteva in evidenza non solo l’efficacia dell’integrazione di omega 3 ma anche come fossero fondamentali i dosaggi.
Altra domanda è stata l’interazione degli omega 3 con i farmaci anticoaugulanti a cui la Dott.ssa Ciacci ha risposto che i nuovi farmaci non hanno nessun problema di interazione e che anzi, in una situazione patologica infiammatoria com’è quella di chi assume questi farmaci, l’utilizzo di questa integrazione è suggerito.
Rispetto ai dosaggi la Dott.ssa Ciacci fa fare prima l’analisi lipidomica per capire a che livello infiammatorio si trova il paziente prima di dare dosaggio più alto. A questo punto mi sono informata per poter fare e proporre anche a voi questo esame che viene fatto sul sangue raccolto con un pungidito, quindi molto semplice ma che da veramente risultati importanti per capire come stiamo prima e dopo aver fatto le opportune modifiche alimentari e integrato correttamente.
Vi ricordo quindi che SIAMO FATTI DI GRASSI non solo di PROTEINE e soprattutto siamo fatti di quello che riusciamo a digerire. Vi invito quindi a venire a fare il test della lipidomica per capire come sta la vostra INFLAMM-AGING!
A presto
Franca
