Nell’articolo dedicato al colesterolo vi ho già parlato degli integratori e nutraceutici da poter utilizzare per il suo controllo. Il 13 ottobre 2025 insieme alla dott.ssa Luisa ho partecipato ad una conferenza di aggiornamento su questo tema con il Dott.re Biagi, ricercatore dell’Università di Siena.
Vi ho già parlato di riso rosso fermentato e di come esso funziona bene per il controllo metabolico, ma ci sono anche altri attivi che sono già presenti nei nutraceutici per il controllo del colesterolo!
Perché? Perché il povero riso rosso è sempre sotto attacco e non si sa come andrà a finire!
Ma questo colesterolo cos’è? Intanto partiamo dal concetto che il colesterolo è prodotto dal nostro organismo perché ci serve! Fondamentale perché alla base della produzione di ormoni steroidei, dell’acidi biliari e vitamina d3. Ma queste informazioni e tante altre le trovate nell’articolo dedicato al colesterolo
Il colesterolo è sintetizzato a partire da una molecola che si chiama HMG-CoA, quindi la maggior parte degli attivi che agiscono sul controllo della produzione di colesterolo intervengono proprio su questa molecola.
Ci sono Fattori di rischio cardiovascolari non modificabili, come ad esempio l’età, la menopausa ma ce ne sono altri su cui possiamo sicuramente agire in modo efficace, come fumo di sigaretta, obesità e valori ematici scorretti come quelli legati a colesterolo, trigliceridi, glicemia etc.
Ovviamente prima riusciamo a rientrare rispetto a valori che sono a limite della soglia critica, maggiore è la probabilità di recuperare la nostra salute.
Modificare i propri stili di vita con un miglioramento della dieta, utilizzare nutraceutici ed integratori efficaci ci permette di recuperare la salute e soprattutto anni di vita in salute.
Ben per questo mi sono dedicata alle conferenze sul tema sindrome metabolica! Potete vedere le registrazioni sul nostro canale YouTube
Il RISO ROSSO fermentato è un additivo alimentare da sempre utilizzato ed in Asia è un farmaco; il Prof. Akira Endo a Tokyo fu messo a capo della ricerca degli inibitori selettivi su HMG-CoA, ma si rese conto che doveva cercare negli estratti naturali.
E’ lo scopritore delle statine da metaboliti fermentati da Aspergillus sp., Penecillium sp. E Monascus p..
Ma chi mangia l’anatra alla pechinese diminuisce il colesterolo?
Nell’alimento la quantità di monacoline totali è troppo bassa, quindi si è cercato di ottimizzare le preparazioni in modo da avere delle concentrazioni di monacoline più alto.
I nutraceutici a base di riso rosso fermentato ovvero a base di monacoline hanno conosciuto una fama invidiabile grazie agli studi fatti che mettevano in evidenza una riduzione del colesterolo del 20%.
Per ottenere risultati sempre migliori si sono quindi utilizzati dosaggi sempre maggiori fino a che c’è stata una limitazione a livello europeo sulla quantità di monacolina che ad oggi deve stare 2,99%.
La domanda che ci si è subito posti era se a questo dosaggio sarebbe rimasta efficace e gli studi scientifici lo hanno verificato: è sempre superiore a placebo e dieta controllata, compresi anche i fitosteroli (yogurtino con tiramisù?).
Funziona perché il fitocomplesso di monacolina è efficace come una statina, ma non quanto il farmaco ovviamente.
Ma quindi la monacolina non da effetti tossici su cellule intestinali, muscolari come la lovastatina? Gli studi ci dicono di no, perché il riso rosso contiene un insieme di polifenoli che hanno effetto protettivo.
Il dubbio che i prodotti a base di riso rosso siano di qualità è stato sfatato da ormai dieci anni!
Ci sta il divieto in gravidanza e allattamento, nelle creature sotto i 18 anni, ma perché c’è la limitazione agli anziani sopra i 70 anni?
Gli studi ci dicono che non si vedono motivi di tossicità…
Ma qual è il futuro del riso rosso? Ancora è appeso ad un filo e vedremo nei prossimi mesi.
Un breve riassunto degli altri nutraceutici che potremo utilizzare.
La BERBERINA si estrae dalla corteccia di
BERBERIS ARISTATA DC. E BERBERIS VULGARIS L..
La Berberina è un potente attivatore dell’AMPK ed avendo un basso assorbimento va ad agire direttamente al fegato, riducendo i livelli circolanti di LDL.
Funziona? Gli studi ci dicono che funziona molto bene con una riduzione media di colesterolo di circa 25 mg/dl in 12 settimane a dosi da 500-1000 mg/die.
Ma funziona meglio del riso rosso fermentato? In realtà funzionano meglio insieme!
Ma se ci fanno scomparire il riso rosso?
Si potrebbe associarla con la curcumina liposomiale per farla assorbire meglio? Ma la curcuma ci fa bene o male? —Leggi l’articolo—
In determinate patologie la curcumina non è consigliata, quindi chi potrebbe essere un valido supporto alla berberina?
La SILIMARINA! Il principio attivo estratto dal cardo mariano! L’associazione berberina e silimarina porta ad una riduzione sempre di almeno 25mg/dl. Quindi come quella vista per la monacolina.
La silimarina è il fitocomplesso del fegato, ha azione antifibrotica e antiossidante proprio per questo organo che è deputato a elaborare qualunque cibo e xenobiotico.
La salute è a rischio quando il fegato deve processare un eccesso di inquinanti, quindi quando abbiamo una sindrome metabolica a livello allerta! Ma questa sindrome metabolica cos’è? —Leggi l’articolo—
Quindi per riassumere l’associazione Berberina e silimarina potrebbe essere una delle coppie famose per il controllo del colesterolo! Pensa poi se le mettiamo insieme al riso rosso!
In presenza di calcoli biliari possiamo utilizzare la silimarina, ma non dobbiamo dimenticare il CARCIOFO!
Mio zio Sauro che abita nelle Marche è un vero coltivatore di carciofi e ce li offre in tutte le forme con nostro grande piacere! Ma basta mangiarli?
Un nuovo studio clinico condotto su 143 pazienti che hanno utilizzato un estratto standardizzato concentrato di foglie DER 25-35:1 (1800 mg al giorno per 6 settimane) ha dato una riduzione col totale di -18,5% e riduzione LDL -23%. Le metanalisi ci dicono che si ottiene l’effetto ipocolerolizzante con l’utilizzo di estratti a dosaggio medio di 1200 mg.
Allora si potrebbe utilizzare il carciofo insieme ai precedenti? Certo! Quando si debba agire nel soggetto in cui ho un aumento delle LDL ossidate, una colesterolemia borderline e problematiche digestive.
Quindi perché non associare il carciofo insieme con il bergamotto fisosomiale?!
Il BERGAMOTTO insieme al carciofo è una nuova coppia che ha delle evidenze scientifiche interessanti!
Il bergamotto è la versione italiana della curcuma, ignorato per molto tempo dopo un iniziale grande entusiasmo nei suo confronti è seguito un ridimensionamento della sua efficacia:
Inibizione dell’HMG-CoA, quindi come le Monacoline;
Aumento dell’espressione dei recettori di LDL epatici, come la Berberina;
Attività antiossidante e antinfiammatoria, che migliora il profilo lipidico e riduce l’ossidazione delle LDL.
Quindi l’utilizzo dell’ estratto del bergamotto per la riduzione del colesterolo è un’ottima strategia in un dosaggio da 200 e 350 mg/die per 4-24 settimane da solo o 150/500mg in associazione.
È un ipocolesterolizzante selettivo?
No perché diminuisce di più i trigliceridi rispetto alle altre piante viste fino ad ora.
Ha anche un’attività diretta sul grasso viscerale, quindi se abbiamo anche la necessità di ridurre il giro vita è un ottima scelta.
Come la berberina anche il bergamotto ha un assorbimento basso quindi per avere un effetto terapeutico bisogna aumentare i dosaggi oppure?
Come abbiamo visto per altri attivi la forma liposomiale è perfetta perché ci permette di ridurre i dosaggi fino a 5 volte.
Ma se ci prendiamo la pastiglia di bergamotto insieme ad una bella spremuta di arancia non solo ci prendiamo un po’ di vitamina C ma favoriamo ancor più la stabilizzazione della dislipidemia!
Le vitamine dobbiamo sempre ricordarcele, quindi il MANDARINO dove lo mettiamo? Oltre ad essere un agrume buonissimo è anche ricco di flavoni che hanno un’attività simil berberinoide. Aspettiamoci l’arrivo anche di questo principio attivo nelle associazioni per il controlli metabolici.
Un’altra novità è rappresentata dal BASILICO SACRO, ma parliamo del basilico quello del pesto? No direi proprio di no!
È una pianta utilizzata molto nella medicina ayurvedica —Leggi l’articolo— e ha in Europa il claim di tonico adattogeno e antiossidante.
I principi attivi di questa pianta hanno dimostrato un’azione sul colesterolo e anche sulle prime fasi della placca invertendone il processi di formazione; al momento su animali e in vitro, quindi sarà tutto da verificare in futuro con altri studi.
Ma se non solo ho il colesterolo alto ma sono stressata, ho palpitazioni e la pressione che fa le bizze? Spesso la sindrome metabolica ha come comune denominatore l’ipertensione! —Leggi l’articolo—-
Una delle piante più utilizzate è il BIANCOSPINO, ma non dimentichiamo l’aglio e l’olivo.
Il biancospino in realtà sono tante specie di Crataeugus e dal punto di vista fitoterapico sono due: una fatta da sommità fiorite e foglie ricche di procianidine e bioflavonidi ed una che vede l’utilizzo delle gemme di questa pianta, che è di pari importanza.
L’EMA da chiare indicazioni terapeutiche.
Trattamento dell’eretismo cardiaco palpitazioni e sensazioni correlate. Stato ansioso e insonnia.
Ma il suo fitocomplesso ha altre azioni: antiipertensiva, nel trattamento dell’aterosclerosi, ipocolesterolemizzante e insufficienza cardiaca stadio I e II. Tutte molto studiate e validate scientificamente.
Non potevo non nominare i polifenoli dell’OLIVO che sono da sempre conosciuti e studiati per le proprietà fitoterapiche tanto che l’olio extravergine è il condimento per eccellenza, mentre foglie e le gemme sono importantissime per il loro contenuto di oleouropeina.
La più recente letteratura fa fatica a capire qual è la prevalente attività di questo principio attivo non per mancanza di efficacia ma per la sua potenza.
L’estratto secco titolato è stato oggetto di molte revisioni che lo indicano non solo per l’effetto ipotensivante e diuretico ma anche per il controllo del nostro colesterolo.
Sarà il prossimo re dei nutraceutici tutto Italiano?
L’EFSA ha autorizzato un claim salutistico per l’utilizzo di 20 grammi al giorno di olio che contenga almeno 250 mg/L di idrossitirosolo e i suoi derivati: i polifenoli dell’olio di oliva proteggono i lipidi plasmatici dallo stress ossidativo.
Quindi quali saranno le nuove formulazioni?
Chi vivrà vedrà!
Gli aggiornamenti sono sempre utili per noi per potervi fornire una consulenza personalizzata! Io e i miei staff vi aspettiamo!
A presto Franca
