Introduzione

Se già le problematiche legate all’eccesso di colesterolo nel sangue erano sempre di più presenti negli ultimi decenni, negli anni della pandemia esse sono cresciute sia a causa dell’alimentazione scorretta ed eccessiva, sia per il ridotto movimento fisico.

Ma devo dire che su l’argomento colesterolo ci sono veramente tante idee e molto confuse, quindi vorrei aiutarvi a fare chiarezza!

Quali sono le domande che più spesso mi vengono poste sul Colesterolo?

Dott.ssa Franca ho letto che gli integratori a base di riso rosso fermentato sono dannosi per il fegato!

Mia cugina prende lo yogurt quello della pubblicità e il suo colesterolo si è abbassato, inutile spendere negli integratori.

Dott.ssa Franca ho preso degli integratori di riso rosso fermentato ma mi hanno dato gli stessi effetti collaterali dei farmaci e ho letto che succede perché non è vero che sono naturali ma hanno il farmaco dentro!

Dott.ssa una mia parente mi ha detto che posso sostituire le statine che mi fanno stare male con l’integratore! E vero?

Ha visto Dott.ssa che hanno tolto il riso rosso fermentato dagli integratori perché faceva male?

Ma adesso che non si usa più il riso rosso fermentato cosa mi può consigliare per diminuire il colesterolo?

Queste sono alcune tra le tante domande a cui rispondo tutti i giorni, domande che spesso derivano dalla confusione creata dalla lettura veloce di articoli scritti da supposti esperti nelle malattie metaboliche, altre volte per una voluta comunicazione pubblicitaria scorretta, altre ancora quando il vicino o la vicina di casa diventano specialisti, anche se non ne hanno le competenze!

Quindi, facciamo chiarezza sul Colesterolo?

Per prima cosa dobbiamo chiarire di cosa si intende per IPERCOLESTEROLEMIA:

Le linee guida per definire se abbiamo una problematica metabolica legata al colesterolo dicono che dobbiamo preoccuparci quando il colesterolo HDL (buono) è inferiore a 40 negli uomini e a 50 nelle donne, e il colesterolo LDL (cattivo) è superiore a 100.

Il colesterolo noi lo produciamo perché è fondamentale per la nostra vita, vi ricordo che è uno dei precursori della famosa VITAMINA D3 (che voi sapete quanto mi sta a cuore!), quello che ci deve preoccupare sono le LHL che quando sono in eccesso tendono ad ossidarsi e quindi a dare il via a quella cascata infiammatoria che può portare alla formazione della placca lipidica con tutte le problematiche ad essa collegata!

Molte volte si pensa che l’eccesso di colesterolo derivi esclusivamente dalla alimentazione, vi informo che invece questa è solo la punta dell’iceberg colesterolo, che per lo più dipende da quello endogeno, ovvero quello che produciamo noi stessi.

Partiamo dal considerare gli yogurt che abbassano il colesterolo; essi sono addizionati di FITOSTEROLI, molecole vegetali naturalmente presenti anche nella frutta, nella verdura e nella frutta secca, tanto da poter definire questi yogurt degli alimenti funzionali o anche nutraceutici perché vantano proprietà benefiche sulla nostra salute.

Fito*steroli già il nome vi dovrebbe ricordare il cole*sterolo, infatti hanno una struttura molto simile e quindi all’interno dell’intestino competono nell’assorbimento del colesterolo alimentare; praticamente il colesterolo alimentare non viene assorbito e i fitosteroli assorbiti al suo posto vengono poi eliminati. La quantità di fitosteroli necessari per avere un effetto di questo tipo è di circa due grammi al giorno, la stessa quantità per essere assorbita con frutta e verdura ne richiederebbe un consumo di parecchi kg, quindi improbabile.

Per chiare quindi gli Yogurt abbassano l’assorbimento del colesterolo alimentare, ovvero funzionano quando siamo davanti ad una persona che non si alimenta in modo corretto; portano un abbassamento di circa il 10%, ovvero quello che si ottiene con un cambio alimentare, allora perché non migliorare semplicemente l’alimentazione mangiando più frutta e verdura?

Un semplice accorgimento che porta ad una diminuzione dell’assorbimento intestinale del colesterolo alimentare, è quello di mangiare una porzione di verdura cruda mista di stagione, prima dei pasti, idratandoli con un bel bicchiere di acqua!

Perché non cominciare a prendersi cura della propria salute migliorando l’attività fisica?

Quindi avete capito che l’utilizzo degli yogurt addizionati in fitosteroli ha senso quando il colesterolo alto derivi dalle cattive abitudini alimentari. Inoltre esso ha senso solamente se mangio lo Yogurt insieme all’alimento ricco di colesterolo, per capirci mangio il Tiramisù insieme allo Yogurt!

Ma se non fosse quello alimentare il problema?

Il colesterolo alto potrebbe essere endogeno, come abbiamo detto prima, ovvero è il corpo stesso a produrne più del necessario! In questo caso gli yogurt servono a poco o nulla.

L’ipercolesterolemia endogena, ahimè è la situazione che si presenta più frequentemente, come possiamo aiutarci?

Adesso vi descrivo nel dettaglio gli attivi che si utilizzano ma leggete fino alla fine perchè poi vi spiegherò chi può seguire la strada naturale e chi invece deve seguire quella farmacologica secondo le linee guida.

ESTRATTO DEL RISO ROSSO FERMENTATO

Per cominciare chiariamo subito che il riso rosso possiamo mangiarlo ed è utile perché ci permette di diminuire la quantità di glutine alimentare, ma sul colesterolo proprio non agisce! Vi ricordo che il riso va sempre lavato prima di cucinarlo e vi invito a rivedere la suddivisione degli alimenti, nella parte del nostro sito dedicata all’alimentazione perché spesso si confondono cereali e proteine.

Quindi cosa si utilizza negli integratori?

Si utilizza l’estratto del riso rosso fermentato, riso che viene fermentato da un bestia, che si chiama Monascus purpureus; indovinate chi ha questo bestia, o più precisamente questo lievito? I cinesi, ovvero la materia prima viene dalla Cina e ultimamente anche in India hanno cominciato a produrlo perché anch’essi hanno il monascus purpureus.

Se la ditta che la utilizza per i suoi integratori non fa l’analisi cromatografica su tutti i lotti, rischiate di utilizzare integratori che vengono sofisticati, ovvero che all’interno invece dell’estratto di riso rosso fermentato hanno il farmaco, inserito all’interno della materia prima, perché? Perché costa molto meno! Quindi sul mercato, soprattutto quello online non controllato, ci sono prodotti che possono essere sofisticati con le statine.

Un altro controllo che deve esserci è quello dell’assenza della citrinina, una micotossina che può contaminare la materia prima di riso rosso fermentato!
Capite bene che se non vengono controllati tutti i lotti, non si sa cosa si ingerisce.

Quali sono i principi attivi presenti nell’estratto di riso rosso?

Sono un insieme di monacoline, ben 7, ed altre sostanze che nell’insieme formano quello che viene definito il fitocomplesso; alcune di queste monacoline purificate e sintetizzate chimicamente sono quelle utilizzate nei farmaci, le famose statine, mentre la monacolina K è quella presente negli integratori.

Quindi perché funzione la monacolina? Funziona perché ha la stessa struttura, quindi gli stessi effetti della lovastatina, quindi di una delle statine più utilizzate, ma perché non ha gli stessi effetti collaterali? Proprio perché si utilizza il fitocomplesso, perché l’insieme delle monacoline esplica l’azione di riduzione della produzione del colesterolo endogeno, senza gli effetti collaterali tipici della statina!

Inizialmente all’interno degli integratori si potevano mettere solo 3 mg di monacolina K, troppo pochi per riuscire ad agire efficacemente in quei casi di eccessiva produzione di colesterolo da parte del fegato, adesso con i 10 mg si ottengono veramente risultati ottimali.

Sono anni che noi Speziali consigliamo un integratore, il Colestarmony Plus (prodotto per noi dalla ditta Fitopreparatori Italiani che su questo prodotto ha fatto fare uno studio pubblicato su PubMed sulla riduzione delle LDL ossidate) che ha permesso a moltissimi nostri pazienti di evitare di assumere il farmaco e a molti altri di eliminarlo o diminuirlo, sempre in accordo con i medici curanti, che spesso si sono stupiti dell’efficacia di questo integratore e dell’assenza di effetti collaterali.

Putroppo, senza una reale motivazione scentifica, si dovrà nuovamente tornare ad integratori che contengano meno dei 3 mg!

Come compensare quindi questa diminuzione di attivo?

La ditta in questi mesi si è adoperata per trovare delle combinazioni altrettanto efficaci ed ha quindi aumentato la concentrazione di Berberina.
La Berberina è stata studiata per la sua azione ipoglicemizzante, ma anche per la sua efficacia nel trattamento delle forme aggressive di diarrea batterica.
Gli studi hanno dimostrato come la sua attività ipoglicemizzante avvenga grazie all’inibizione dell’assorbimento degli zuccheri nell’intestino e nella maggior produzione di insulina.

Ma perchè ne parlo rispetto al colesterolo?

Perchè la Berberina agisce in maniera selettiva anche sulla diminuzione delle LDL che sono già in circolo, con un meccanismo differente rispetto alle monacoline, con le quali si sposa fantasticamente per ottenere una riduzione del colesterolo totale.
Ma anche in questo caso non tutta la Berberina funziona nello stesso modo, infatti è una sostanza che con difficoltà viene assorbita a livello intestinale.
Come succede la Curcuma, per far si che la Berberina venga assorbita correttamente e non dia problematiche intestinali, è stato utilizzato un brevetto Berberina Bio-sol, dove la berberina viene “inglobata” in micelle di fosfolipidi di girasole, che fungono da trasportatori nella mucosa intestinale.

Un altro attivo fondamentale nel controllo del colesterolo è il CARCIOFO!

Quando penso ai carciofi io penso sempre a mio zio Sauro, che dietro a casa ha una vera e propria coltivazione e che proprio tra poco comincerà a raccoglierli e prepararceli sott’olio! Ma oltre ad essere buonissimi, oltre a farci molto bene al fegato grazie all’azione epatoprotettiva da sempre conosciuta nella medicina tradizionale, non molti sanno che il carciofo agisce anch’esso come ipocolesterolemizzante e ipotrigliceridemizzante, due bei paroloni che dicono che ci aiuta a diminuire sia il colesterolo che i trigliceridi! La sua azione è in parte simile a quella delle monacoline, inoltre possiede anche azione antiossidante sulle LDL!

Ci sono molti studi a supporto dell’abbinamento della monacolina e di estratti standardizzati di Carciofo, per la diminuzione del colesterolo e dei trigliceridi.

Capite bene che la qualità dell’integratore e gli studi a supporto della sua efficacia, sono fondamentali per definire il protocollo più corretto per ottenere il massimo dell’efficacia.

Ma se vogliamo veramente ottenere un risultato che sia anche duraturo, cerchiamo di capire bene come funzioniamo e come dobbiamo agire.

Chi produce il colesterolo endogeno?

Abbiamo detto che è il fegato, quindi quando dobbiamo agire sulla produzione di colesterolo dobbiamo anche “tagliandare” il fegato!

Io sono solita dire che bisogna fare le pulizie di fondo quando si affronta il discorso delle problematiche metaboliche; molte persone bevono veramente pochissimo, quindi io suggerisco di abbinare un depurativo da diluire nell’acqua, che oltre ad aiutare a bere di più mi aiuta a mantenere in salute il fegato!

E del colesterolo già in circolo che facciamo? Vi ricordate gli Omega 3 di cui abbiamo parlato nella Rubrica della scorsa settimana? (Leggi articolo sugli Omega3) Non devono mancare per fare il tagliando perfetto!

Protocollo della Dott.ssa Franca

Vi ricordo che l’integratore di riso rosso si deve prendere dopo cena, quindi mettetelo in tavola, mentre gli omega 3 sono solita consigliarli prima di pranzo e prima di cena, in alternativa se siete via durante la giornata prima di colazione e prima di cena; il depurativo, si esso un decotto già pronto o una tisana, bevetelo in giornata fuori pasto.

Sensibili alle statine=sensibili alle monacoline

Ci sono però persone che sono sensibili alle statine e che risulteranno sensibili anche al riso rosso fermentato, ma in tanti anni in cui consiglio questo protocollo, veramente le posso contare sulle dita di una mano.

Ma cari clienti, NON POTETE, SE SIETE PRODUTTORI FARE UN CICLO E POI TANTI SALUTI! Se siete produttori di colesterolo in eccesso lo siete e lo rimanete, quindi? Quindi il protocollo va seguito fino a riportare i valori alla normalità e poi si potrà creare un protocollo su misura per fare il giusto mantenimento.

Adesso che abbiamo sfato miti e leggende sul riso rosso, chiariamo quando possiamo trattare la ipercolesterolemia con gli integratori e quando invece il farmaco sarà l’unica scelta possibile.

Le linee guida sono molto chiare, ovvero dobbiamo distinguere la:

  • PREVENZIONE PRIMARIA nessun evento pregresso cardiovascolare, il primo approccio alla problematica colesterolo alto può essere affrontato con l’integratore abase di riso rosso fermentato.
    Ci sono però persone, che nonostante non abbiano avuto nessun evento cardiovascolare, arrivano da me che sono già state messe in terapia con le statine, in questo caso in accordo con il medico di base, si può abbinare alla terapia farmacologica, quella con il riso rosso fermentato, berberina e carciofo, alternandole e controllando via via i valori ematici per verificare l’effettivo mantenimento dei risultati, in questo caso si abbinerà sempre anche il depurativo e gli omega 3, nonché il coenzima Q10 visto l’utilizzo delle statine.
  • PREVENZIONE SECONDARIA pregresso infarto del miocardio o altri eventi cardiovascolari, in questo caso sarà fondamentale l’assunzione del coenzima Q10, che il nostro corpo produce normalmente, ma, se quando siamo giovani ne produciamo a sufficienza, dopo i cinquant’anni la produzione endogena diminuisce drasticamente e nella persona che assume la statina viene consumato dal farmaco stesso, infatti queste molecole ne utilizzano molto per attivarsi, portando un aumento dei dolori di tipo muscolari e crampi soprattutto agli arti inferiori.

Riassumendo quindi in prevenzione secondaria non si può assumere il riso rosso fermentato ma si possono associare oltre al Coenzima Q10 anche il depurativo e gli omega 3, tenendo presente che se ci sono anche anticoagulanti gli omega 3 sono sconsigliati.

Resta quindi sempre valido il discorso che non esiste una regola valida per tutti e che i protocolli vanno poi adattati a ciascuno di noi!

Vi aspetto nella lettura delle prossime rubriche per la descrizione del coenzima Q10, fondamentale non solo per le problematiche metaboliche, ma anche per il suo effetto antiaging!

Dott.ssa Franca Grossi 
Farmacista Fitopreparatore, esperta in nutrizione 

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